Il Sumo, lo sport nazionale del Giappone

Il Sumo, sport nazionale del Giappone, non è solo una lotta, è un ritorno alle tradizioni ed una riscoperta dell’antica essenza dell’impero del “Sol Levante”. Il regolamento del Sumo mantiene vive alcune tradizioni risalenti ad epoche antiche, ad esempio:

  • l’utilizzo di variopinti mawashi (perizoma ricavato da un lungo nastro e terminante con una cintura);
  • l’acconciatura dei lottatori, ossia l’oicho, un nodo che richiama la forma della foglia di ginco;
  • l’utilizzo del dohyo, un ring costruito in paglia e sollevato da terra;
  • il sistema dei gradi utilizzato per confermare la preparazione dei lottatori.

L’origine di questa forma di lotta è molto antica, solo dall’inizio del 1600 (periodo Edo) è diventato uno sport professionistico.

Rituali del sumo

Un legame alle antiche tradizioni si può riscontrare anche dai vari rituali che vengono svolti prima e dopo il combattimento.

  • Il Makuuchi dohyohiri – Presentazione al pubblico di tutti i lottatori.
    I rikishi salgono sul dohyo per le pubbliche presentazioni. Il rituale prevede un cerimoniale eseguito con movimenti molto particolari delle braccia e gesti scaramantici. I rikishi indossano un grembiule (kenshomawashi) con colori e simboli che li rappresentano.
  • Lo Yokozuna dohyohiri – Apertura combattimenti
    Il primo passaggio è l’entrata dei lottatori, che si posizionano sul dohyo.
    L’apertura dei combattimenti ha ufficialmente inizio solo dopo l’ingresso dello Yokozuna e lo svolgimento del rituale propiziatorio.
  • Il lancio del sale – Prima dell’incontro
    I rikishi compiono un gesto scaramantico a protezione da infortuni, ferite e cadute.
    Da ciotole apposite viene raccolta una manciata di sale, poi gettata sul dohyo.
  • Lo Shiko
    Movimento eseguito dai lottatori, la gamba viene alzata portandola quasi in posizione verticale e poi si compie un movimento opposto portandola verso il basso, sbattendo a terra il piede, cosi da produrre un forte rumore. È un movimento preparatorio, ma viene utilizzato soprattutto come rito scaramantico per scacciare gli spiriti cattivi dal dohyo.
  • Danza con l’arco – Fine del torneo
    La danza con l’arco svolta da un giovane rikishi, alla fine del torneo, è un rituale che ha più valenze, simboleggia la forza e la vittoria (un arco era il dono ricevuto dal vincitore) ma anche felicità e prosperità.

Regole per il combattimento

In Giappone la pratica del sumo non è consentita alle donne.
Le regole sono molto semplici, la vittoria spetta al lottatore che atterra o riesce a spingere all’esterno del dohyo l’avversario. Gli incontri possono durare da pochi secondi sino a parecchi minuti. Esistono una settantina di tecniche da poter utilizzare, alcune riguardano il sollevamento o la spinta fuori dal dohyo, altre varie prese e sgambetti. Sono permessi schiaffi con la mano aperta ma solo sulla parte superiore del corpo, non si possono dare pugni, calci e tirate di capelli.

Categorie e tornei

Le categorie dei lottatori non si basano sul peso ma sulla bravura dei rikishi (lottatori). La categoria più importante è la Yokozuna, a cui appartiene un solo lottatore, il migliore.
Da questa categoria non si può retrocedere, quando il lottatore ritiene di non essere più in grado di competere e vincere, spontaneamente si ritira, cedendo il posto ad altri aspiranti.
Annualmente si svolgono 6 tornei dalla durata di 15 giorni ciascuno. Ogni lottatore ha in programma un incontro giornaliero. Il torneo è vinto dal rikishi che si è aggiudicato il maggior numero di incontri. Con 8 incontri vinti il lottatore sale di categoria, con 8 persi retrocede alla categoria più bassa. Al termine di ogni torneo si stila la banzuke (classifica).

 

(Sognando il Giappone)

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