Tempura giapponese

La tempura è in realtà un piatto giapponese di origine occidentale.

La parola tempura proviene dal latino “tempora” e sta ad indicare i tre giorni di preghiera, praticati prima di ogni stagione, durante il quale si praticava il digiuno e la carne era vietata.

Grazie ai gesuiti portoghesi, che vennero in contatto con i giapponesi nel XVI secolo, questo piatto fu introdotto in Giappone e fu subito apprezzato e perfezionato fino a farlo diventare un punto di riferimento della cucina giapponese.

 

La tempura e la popolazione di Edo

Nel periodo Edo, era d’uso consumare la tempura alle bancarelle per strada, infilzata in piccoli bastoncini e considerata dunque come uno spuntino.

La nascita di locali specializzati nella preparazione di piatti a base di tempura avverrà soltanto a partire dal periodo Meiji.

Tempura, leggerissima frittura di frutti di mare e verdure

Un piatto giapponese popolare quanto il sushi

La tempura è un piatto giapponese famoso all’estero almeno quanto il sushi.

È un piatto popolare e molto apprezzato che nella classifica dei piatti preferiti dai turisti stranieri occupa sempre i primi posti.

 

 

Dal ristorante di lusso alla cucina casalinga

La tempura viene preparata con frutti di mare o verdure, fritti con olio vegetale in una pastella a base di farina, acqua e uova.

Nei ristoranti di lusso che servono tempura, questa viene spesso servita aggiungendo solamente del sale, così da permettere di gustarne la croccantezza.

In generale viene invece accompagnata da una salsa mista a base di brodo di pesce, mirin e salsa di soia, e servita con condimenti come zenzero e ravanello giapponese sminuzzato.

La tempura viene anche associata all’alta cucina, ma non è affatto così: è una pietanza che si trova quotidianamente sulla tavola dei giapponesi e che può essere acquistata da chiunque anche al supermercato, nel reparto dei contorni.

La tempura si accompagna ai soba, agli udon e anche al riso

La tempura si può assaporare al naturale in tutta la sua croccantezza, ma non solo: il suo fascino sta nella sua versatilità. La si può infatti provare in diverse varianti e con diversi accompagnamenti come sui soba, sugli udon o sul riso (piatto che prende il nome di tendon) aggiungendo della saporita salsa tare.

I sapori sono così vari che vale davvero la pena provarli tutti.

Dai ristoranti di lusso alle bancarelle dove si mangia in strada, le possibilità sono così tante che potrai valutare in anticipo la spesa, l’atmosfera e il sapore che cerchi in base alle tue preferenze.

Varietà di Tempura

Tendon

Una ciotola di riso con sopra della tempura. Lo stesso piatto, quando è servito all’interno di un contenitore quadrato, prende il nome di tenju.

 

Tempura Soba

I «tempura soba» sono nati nel periodo Edo: si tratta di una ciotola di soba in brodo caldo con della tempura.

 

 

Tenzaru

Una porzione di zarusoba (soba freddi) accompagnata da un piatto di tempura assortito.

 

 

Tenmusubi

Il tenmusubi (o tenmusu) è una polpetta di riso ripiena di tempura di gamberi condita con un pizzico di sale e accuratamente infilata al suo interno.

 

 

Tempura: la ricetta giapponese

Il segreto della leggerezza della Tempura è nel fortissimo shock termico che va creato durante la preparazione della ricetta: la pastella deve essere ghiacciata e l’olio assolutamente bollente a circa 180 °C.

È possibile sostituire una percentuale di farina bianca con la farina di riso per ottenere un risultato finale ancora più croccante.

Potete friggere qualsiasi tipo di verdura.

Le verdure vanno tagliate a bastoncini o a fette.

Si definisce invece Yasai tempura la frittura delle verdure tagliate a fiammifero e poi tuffate a cucchiaiate nella pastella, come se fossero piccole polpettine.

La tempura si serve accompagnata da una salsa sapida e leggermente acidula che si ottiene miscelando la salsa di soia con qualche goccia di acidulato di umeboshi o semplice aceto e una goccia di olio di sesamo.

Preparazione

Innanzitutto preparate le verdure: lavatele e pulitele tutte dopodichè tagliatele a listarelle.

Versate l’olio in un pentolino con i bordi alti e piccolo, o nel classico wok, e portatelo alla temperatura di 180 °C.

 

Intanto preparate il necessario per la pastella: riempite un contenitore, meglio se di metallo, con acqua freddissima e ghiaccio. Ponete una ciotola nel contenitore come per fare un bagnomaria.

 

 

Setacciate le due farine all’interno della ciotola e unite un pizzico di sale.

Mescolate le farine rapidamente con l’acqua: non mescolate troppo, è bene che resti qualche grumo e che la pastella rimanga un pochino gommosa.

 

Versate 3-4 cubetti di ghiaccio anche all’interno della pastella per mantenere bassa la temperatura durante la lavorazione.

Con le pinze tuffate le verdure nella pastella e immergetele immediatamente nell’olio bollente (deve essere intorno ai 180 °C ).

 

Quando saranno dorate scolatele su carta paglia o assorbente. Procedete così fino a esaurimento delle verdure.

Servite caldissimo con una salsa fatta con soia e qualche goccia di aceto.

 

 

 

 

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